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Ignazio Marino non ha mai utilizzato risorse pubbliche per finalità private ”. A confermarlo sono le motivazioni depositate dal Gup di Roma, Pierluigi Balestrieri, sulla sentenza di assoluzione nei confronti dell’ex sindaco di Roma sul ‘caso scontrini’. L’ex sindaco di Roma Ignazio Marino  era stato assolto all’inizio di ottobre dall’accusa di peculato, truffa e falso nell’ambito del processo sul caso scontrini e le consulenze della  Onlus Imagine . La procura aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi.

“La lettura delle motivazioni depositate dal Gup di Roma, Pierluigi Balestrieri, ha confermato quanto da noi sostenuto sin dall’inizio, e cioè che il professor Marino non ha mai utilizzato risorse pubbliche per finalità private, ma  semmai più volte si è verificato il contrario ”. Annunciano i legali di Ignazio Marino, Enzo Musco e Franco Moretti.

Reiseführer

L’Italia sta recuperando molto velocemente il divario che la separa dagli altri Paesi Europei nel settore delle telecomunicazioni. A oggi i  servizi Ultra Broad Brand di rete fissa raggiungono più di 2.000 comuni , mentre  quelli di Ultra Broad Band di rete mobile (wireless) 7.670 comuni . Questi alcuni dati emersi stamani durante il convegno, “ Italia a velocità gigabit, dal fiber-to-the-home al fiber-to-the-5G: modelli di sviluppo delle reti a confronto ”, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma presso il Senato della Repubblica.

Come ha sottolineato nel suo  intervento Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato alle Comunicazioni,  poco più di due anni fa il Governo ha approvato il Piano Strategico per la banda ultra larga, con lo scopo di raggiungere gli obiettivi dell’Agenda Europea 2020  in tema di miglioramento ed estensione delle infrastrutture di connettività veloce in fibra ottica. Il punto di partenza, raffigurato dal Rapporto Caio, era abbastanza sconfortante:  nel 2014 solo 215 comuni erano coperti da Ultra Broadband di rete Fissa . Oggi si desidera realizzare una rete “a prova di futuro”, che sia un fattore abilitante e uno stimolo per il mercato.

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  • Ma l’accelerazione della rete non ha significato un aumento della domanda . Infatti, all’appello dell’Italia online mancano 23,9 milioni di utenti. 7 milioni di famiglie non usano Internet,ma  anche  molte imprese  sono offline. Ma in termini di accessi si è a quota 3 milioni di accessi, con un ritmo di 600-700mila all’anno. Gli investimenti più grandi sono al sud del Paese con circa 800 comuni raggiunti, ma con una percentuale esigua di attivazione di servizi (Dati Ernest & Young).

    Vincenza Bruno Bossio, Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera, ha evidenziato che  dal 2015 a oggi è stato recuperato il 19,7%  degli investimenti . In poco più di tre anni si è colmato un ritardo di 15 anni. L’obiettivo, però, non deve essere solo in relazione all’espansione della rete, ma deve essere l’arrivare al 2020 con il 50% degli utenti connessi a 100 mega.

    L’ Italia  oggi in Europa  è il Paese della sperimentazione del 5G , la tecnologia che permetterà di connettere tutto in modo efficiente. Alla popolazione saranno connessi decine/centinaia di miliardi di oggetti, “ Internet of Things ”. Il “collaudo”  è in cinque città (Matera, Bari, Prato, l’Aquila, Milano) e permetterà di non arrivare impreparati alla sfide del 2020.

    Il balzo in avanti del 5G non richiede solo la progettazione di rete, ma anche di sicurezza e di servizi dematerializzati, che dovranno essere collegati a università, centri di ricerca, istituzioni con rapporto con il territorio, centri di cultura.

    Crescerà la  richiesta di bande di frequenza , perché i bisogni e i consumi (ad esempio quello dei video) cresceranno in maniera esponenziale. Nessuno potrà giocare da solo, ma tutti dovranno fare sistema. Si dovranno affrontare le problematiche relative alla gestione sia della domanda di servizi sia delle infrastrutture, come emerso dagli interventi dei players di mercato.

    “Per noi ingegneri si tratta in di una nuova opportunità di sviluppo da non mancare assolutamente. Banda richiesta, latenza, capacità, mobilità, autonomia di carica del dispositivo, affidabilità cambiano a secondo dello scenario applicativo, necessitando di progettazione. Con le nostre competenze, dobbiamo essere parte integrante del cambiamento”, ha affermato Carla Cappiello, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma.

    By
    Helga Marsala
    25 luglio 2017

    Prima un tweet. poi una conferenza stampa. Il Ministro Franceschini esulta per questo nuovo parere del Consiglio di Stato, che annulla l’odiosa sentenza del Tar. Quella che dava ragione a Virginia Raggi e che bloccava il nuovo Parco del Colosseo. Proprio come era accaduto con la sospensione di 5 direttori museali scelti tramite bando internazionale. Adesso, il percorso riparte…

    Per  Virginia Raggi Luca Bergamo , la compagine grillina e il Tar del Lazio si trattava di un provvedimento iniquo, che sottraeva risorse alla Capitale a beneficio dello Stato e di una sola parte del patrimonio capitolino. Nei fatti però, stando al parere insindacabile del Consiglio di Stato, l’unica cosa sottratta al dibattito pubblico, alle Istituzioni, alla vita culturale del Paese, è stato il tempo. Tempo prezioso, perduto fra accuse, ricorsi, contro ricorsi, scontri arroventati a mezzo stampa e sui social. Il tutto con un sapore smaccatamente politico, nel senso meno interessante del termine: lotte fra partiti e forme del potere, in prospettiva elettorale. M5S contro PD, ma anche – mestamente – Comune di Roma contro Ministero dei Beni Culturali. Era davvero necessario?

    Il Colosseo

    LE STENTENZE DEL CONSIGLIO DI STATO. DOPPIA VITTORIA PER IL MINISTRO

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  • L’istituzione del Parco Archeologico del Colosseo era l’ultimo tassello di quella Riforma voluta dal Ministro dei Beni Culturali  Dario Franceschini , grazie a cui una trentina di musei e siti archeologici nazionali hanno ottenuto autonomia amministrativa e direttori indipendenti, individuati tramite bandi internazionali. Un percorso innovativo, che il Tar del Lazio per ben due volte aveva interrotto: illegittima la nomina di cinque direttori (sentenza dello scorso maggio, a seguito del ricorso di alcuni candidati) e illegittima la creazione del suddetto Parco (sentenza di giugno, a seguito del ricorso del Campidoglio).
    Alla doppia sconfitta, però, è seguita una doppia rivincita. Il 15 giugno 2017 il Consiglio di Stato reintegrava i cinque super direttori, sospesi per vizi di forma del concorso o – nel caso di  Peter Assman , assegnato al Palazzo Ducale di Mantova – in quanto stranieri (la sentenza definitiva è comunque attesa per il 26 ottobre); e ieri, 24 luglio, è arrivato l’epilogo sulla vicenda Colosseo, a tre mesi dal ricorso della Raggi. Tre mesi di malumori e di paralisi. E adesso, rewind. La riforma ha facoltà di procedere. La tesi del Tar cade, la battaglia della Sindaca si arena e le ragioni del Ministero vengono interamente accolte.
    A ripartire subito è l’iter del concorso per l’individuazione di un direttore-manager che presiederà al Parco – nomina attesa per gennaio 2018 – ovvero quei 78 ettari comprendenti l’iconico Anfiteatro Flavio, i Fori, il Palatino e la Domus Aurea. E riprende il processo di riorganizzazione di quest’area centrale, compattata in un unico corpo amministrativo: tutti i beni che ricadono oltre il perimetro saranno invece gestiti dalla Soprintendenza Archeologica Speciale.

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  • Contro gli incendi più prevenzione al Parco della Biodiversità

    Nuove azioni di contrasto messe in campo dall'amministrazione provinciale dopo l'ultimo episodio. Il presidente Bruno: «Stiamo facendo di più rispetto alle condizioni in cui siamo» Lunedì, 24 Luglio 2017 16:27 Pubblicato in  Cronaca
    Reiseführer L'incendio al Parco della Biodiversità

    CATANZARO  L'amministrazione provinciale di Catanzaro metterà in campo una serie di misure di prevenzione per scongiurare altri incendi come quelli che martedì scorso hanno interessato la zona est della città, mettendo a repentaglio il Parco della Biodiversità Mediterranea e il Parco ippico "Valle dei Mulini". Da mercoledì 26 luglio saranno intensificati i controlli nei 66 ettari di polmone verde nel cuore del capoluogo anche con l'utilizzo di mezzi meccanici da parte del personale del Parco e degli addetti al servizio di vigilanza coadiuvati dalle Guardie particolari giurate del Wwf Italia, gruppo di Catanzaro e con l'ausilio delle forze dell'ordine, per come stabilità nel corso della riunione del Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza svoltosi in Prefettura venerdì 21 luglio. I particolari della disposizione interna sono stati illustrati dal presidente della Provincia Enzo Bruno, affiancato dal direttore del Parco Rosetta Alberto, il vicepresidente Marziale Battaglia, il consigliere provinciale delegato alla viabilità Ciccio Severino, il consigliere provinciale delegato alla Pubblica istruzione Aquila Villella, il presidente del Comitato regionale Fise Roberto Cardona e l'ingegnere Antonio Leone del settore Patrimonio guidato dal dirigente Pantaleone Narciso. Bruno, è scritto in una nota, ha voluto, ancora una volta, ringraziare quanti si sono adoperati per scongiurare che il Parco della Biodiversità venisse divorato dalle fiamme, a partire dal prefetto Luisa Latella, che ha avuto un ruolo fondamentale nella gestione dell'emergenza di martedì scorso poiché si è adoperata per attivare in tempi record gli interventi aerei, raccogliendo l'appello del presidente Bruno e recandosi sul posto, e quindi convocando il Comitato in cui è stato definito in maniera sinergia il percorso di misure preventive da attivare affinché si il patrimonio ambientale, naturalistico e culturale che rappresenta l'orgoglio e il fiore all'occhiello dell'amministrazione non venga preso di mira da facinorosi. Per consentire la massima vigilanza, prosegue la nota, "risulta indispensabile precludere il transito pedonale all'intera zona denominata 'Valle dei Mulini', incluso il percorso benessere all'interno del Parco della Biodiversità dalle ore 22 alle ore 7 nel periodo 26 luglio-31 agosto 2017. I trasgressori saranno denunciati. «Alle condizioni date - ha sostenuto Bruno - stiamo facendo davvero l'impossibile, e anche di più. Voglio ricordare che tutte le Province d'Italia, e quindi anche quelle calabresi, non hanno potuto approvare il bilancio di previsione a causa dei continui tagli erariali che hanno sempre di più assottigliato le risorse a disposizione per effettuare quelle che sono le quattro funzioni fondamentali attribuite dalla legge di riforma Delrio: viabilità, edilizia scolastica, ambiente e trasporti. A distanza di tre anni la Regione Calabria non ha ancora legiferato in materia di funzioni residuali, tra cui rientra la gestione dei Parchi, della rete museale e delle strutture sportive, per come previsto dalla Delrio, lasciando il carico e la responsabilità del funzionamento alle Province che, con l'acqua alla gola e già in condizioni di pre-dissesto o di dissesto dichiarato, non hanno più condizioni le economiche per garantire servizi e funzioni di primaria importanza per i cittadini calabresi. Per la gestione delle funzioni residuali, compreso il Parco della Biodiversità, la Provincia di Catanzaro attende dalla Regione il trasferimento di circa sei milioni di euro». «Con notevoli sforzi - ha concluso Bruno - stiamo garantendo anche il taglio erba lungo le arterie provinciali in particolare quelle che collegano mete turistiche e località di vacanza. Ma la situazione è davvero difficile: solo la passione e l'impegno che svolgiamo assolutamente da missionari ci permette di andare avanti. Per questo rivolgo un accorato appello ai cittadini: aiutateci a vigilare sul Parco della Biodiversità, chiediamo un supplemento di sensibilità per preservare questo gioiello». In seguito alla valutazione dei danni dell'incendio di martedì scorso, la Fise e l'amministrazione provinciale di Catanzaro hanno deciso di posticipare di un mese lo svolgimento del concorso ippico che avrebbe dovuto svolgersi al Parco Ippico la Valle dei Mulini dal 4 al 6 agosto prossimi.

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